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Berenice

Inoltre il suo arrivo era stato preceduto da una fama piuttosto equivoca: mancanza di de-licatezza, scarsa attenzione nel proprio agire, addirittura qualcuno sosteneva che produ-cesse spesso cattivi odori... Ah, ho un olfatto così sensibile, adoro la lavanda, l'olio essen-ziale al mandarino e al ginepro. Come avrei fatto? Per questo ho ritardato il momento della nostra conoscenza. L'anno scorso a Natale stava per arrivare, ma poi ero stata proprio io a rimandare , ascoltando le voci che giravano su di lei. Oltre al fatto che, e ne ero certa, avendola vista in foto, era un tipo piuttosto voluminoso, certo non una taglia 42 come me e mia figlia. Il fatto è che anche a questo non eravamo abituate. Così è trascorso ancora qualche mese prima che decidessi di procedere con questa ormai inevitabile conoscenza. C'erano segnali che mi spingevano a procrastinare ulteriormente, mi ero fatta prendere (contrariamente al mio solito) dalla paura del nuovo e del diverso. Parmenide o Eraclito? Pensavo. Non ero mai stata una parmenidèa, convinta dell'immu-tabilità dell'essere, ma piuttosto tendevo a conformarmi ad Eraclito nel "panta rei", tutto scorre, tutto cambia. Non ci si bagna due volte nello stesso fiume. Ma senz'altro ci si ba-gna parecchio se, quando piove, non si prendono idonei provvedimenti. Per questo, pensando ad Eraclito ed anche un po' ad Aristotele (dato che per natura tendo a classificare e ad essere pragmatica), decisi che, nelle mie categorie, era più opportuno affrontare il problema Berenice che non tirarla per le lunghe e non farne di niente, magari rimanendo con il dubbio.
E Berenice giunse in un umido giorno di febbraio, quelli in cui anche Cartesio avrebbe smesso di dubitare se la pioggia fosse reale o solo un'impressione. Perchè lui, Renè Descartes detto Cartesio, partiva sempre dal dubbio iperbolico per arrivare alle sue conclusioni. Ma quel giorno, messo il naso fuori, anche lui, potendo, avrebbe preso l'ombrello. In casa non è che fosse molto meglio. Tenete conto che la mia abitazione è per gran parte esposta a nord, sarebbe stata adatta per la perfida strega del Nord del Mago di Oz. Invece ci vivo io che, fortunatamente, sono sempre un po' soprappensiero, così non mi accorgo spesso del microclima che ho intorno. Però, in quel periodo, l'umidità si tagliava a fette. Così l'arrivo di Berenice, pur sempre preceduta dalla sua non ottima fama, passò in se-condo piano rispetto al fatto che in alcuni angoli di casa mancavano solo i pesci. Le origini tedesche di Berenice si evincevano, oltre che dai suoi documenti, da una sua certa imponente solidità teutonica, da quel suo occupare spazio così tipico della cultura germanica. Passato un primo momento di ambientazione reciproca, mi resi conto che sapeva ben ge-stire la sua voluminosa presenza, fin quasi a diventare invisibile, oltre che molto silenzio-sa. Però si dava da fare, così da far dimenticare l'umido sentore di quei giorni. Mi resi conto in breve che, tanto per cambiare, anche lei era stata diffamata. D'altronde è sempre così : il valore degli individui provoca sospetto ed invidia, specie se di genere femminile. Di una donna che fa carriera o raggiunge vertici in qualunque campo, si sospetta che ab-bia ottenuto il suo ruolo grazie a chissà quali magheggi (o peggio...). Questo anche se la donna in questione è preparata, ha titoli e capacità, mentre l'uomo può tranquillamente andare avanti pur se incolto e/o stupido, senza che nessuno abbia granchè da obiettare. E così la nostra Berenice, sulla cui competenza molto era stato investito, godeva di dubbia fama senza pensare che lo studio costa, la completezza della preparazione richiede una buona spesa iniziale. Nel giro di pochi giorni l'aria in casa mia divenne più asciutta, leggermente profumata (pensate un po', altro che cattivi odori) ed anche più rilassata. Sono passati dieci mesi, Berenice si è rivelata assolutamente lontana da quell'idea di mani bucate che l'aveva preceduta. E tanto meno era corrispondente a realtà che non fosse delicata. La sua presenza è discreta, rassicurante e produttiva. Sa come trattare situazioni tra loro diverse, è di buon carattere, semplice da gestire. Non dice mai bugie e , se affer-ma che in un'ora avrà risolto un problema, state sicuri che è così. In estate quasi te la scordi, ma poi arriva anche allora il giorno in cui il suo esserci è fon-damentale. Le puoi affidare davvero compiti anche lunghi e complessi, non ti deluderà. Silenziosa ed efficiente, anche oggi che è Natale sta lavorando con cura... Per cui posso dire: Berenice, sono felice che tu ci sia! E allora: chi è Berenice? Ma come chi è? Non vi ricordate? Berenice, l'ASCIUGATRICE, il cui caldo vento ha rallegrato le mie giornate. Che mi ha fatto eliminare il pathos dei panni tesi che non asciugano, dell'umidità che si ta-glia per lo stendino spostato all'interno o per capi bagnati che disperatamente cercano di asciugarsi sugli scaldasalviette dei bagni. Berenice, che mi permette di indossare quello che voglio con i suoi tempi da record. Di asciugare lenzuola e lasciarle morbide, risparmiando anche un bel po' di stiratura. Bereni-ce, amica delle salviette, ma anche dei maglioni di lana pura

Dato che Il cuore ha quasi sempre ragione, parliamone insieme, scrivetemi