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Il gatto che aggiustava i cuori

La sofferenza, la fame e la solitudine fanno però nascere in Alfie una convinzione: deve trovare una famiglia, anzi più di una. Mai più dovrà ricapitargli di trovarsi in mezzo a una strada, in continuo pericolo e oppresso dal senso di precarietà.
La prima "umana" con cui si trova ad interagire è Claire, una giovane e delicata signora, appena divorziata e col cuore infranto. Lei è sensibile e bisognosa di affetto, per cui sarà facile per Alfie conquistarla. Poi c'è Jonathan, un uomo apparentemente duro, dalla vita un po' sregolata, che però, col tempo, apprezzerà la presenza del gatto nella sua vita.
Ma questo ancora non basta. Gatti più esperti gli hanno consigliato di trovare famiglie con bambini e Alfie, molto previdente, riuscirà a trovarne due, una, quella di Polly, madre fragile del piccolo Henry, e poi quella di Franceska, immigrata polacca che, insieme al marito e a due bambini, sta cercando di costruirsi una vita migliore in Inghilterra.
Alfie ha una dote particolare: capta sentimenti e necessità degli umani, li mette in relazione, avverte le loro paure e i pericoli che corrono.
Così, pian piano, la vita si snoda nelle sue quattro famiglie, tutte premurose, ma anche bisognose d'amore. Il romanzo è una sorta di fiaba moderna, in cui il gatto Alfie, io narrante, ci porta in un suo mondo felino, carico di dolcezza e umanità.
Le vicende di Alfie e quelle dei suoi tanti padroni si intrecciano e si snodano piacevolmente, fino ad un finale sorprendente . "E, se ero un gatto migliore, lo dovevo a loro e alle mie vicissitudini. Una cosa l'avevo imparata : è così che funziona la vita".

Consigliato per chi cerca un libro ben scritto, scorrevole e che ispira serenità e speranza.

Dato che Il cuore ha quasi sempre ragione, parliamone insieme, scrivetemi